LA MIA IDEA PER TRIESTE

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Ecco alcune delle idee portanti, che fungono da linea guida nel mio impegno Per Trieste

Indubbiamente il mio impegno è focalizzato sulla realizzazione della Trieste Città d’Arte e Turistica, nuovo ruolo che il nostro capoluogo può e deve ritagliarsi nell’ambito della sua centralità europea. Ruolo che, dati alla mano, è tangibile da raggiungere con un ancor più attento e serio lavoro di programmazione e promozione della città, continuando sull’onda del ottimo lavoro svolto negli anni dell’amministrazione Dipiazza. Dal turismo breve (week end culturali) alle gite scolastiche, dall’offerta legata allo sport (Barcolana e Bavisela insegnano) sfruttando ad esempio la straordinaria nuova pista ciclabile, fino al turismo delle navi bianche. Per fare questo sarebbe necessario valorizzare il ruolo dell’assessore al turismo, che deve divenire figura fondamentale nella programmazione economica della città.

Indubbiamente pare necessario creare una sinergia con Venezia , 25 milioni di turisti annuali, per far convergere anche una piccola percentuale di questi sulla Nostra città, perchè anche solo l’1% equivarrebbe a 250.000 persone! Trieste deve riconquistare il ruolo che, grazie alla sua posizione geografica, la pone al centro di un’area vasta che proprio da Venezia arriva fino Lubiana, l’Austria e la Nostra Istria.

In breve qualche spunto dove mettersi subito a lavorare: Sightseeing l’autobus scoperto che, con la Giunta Cosolini, è sparito da Trieste… Da riproporre assieme al percorso del Tram di Opicina prolungato; pianificazione degli eventi culturali con le Grandi Mostre che in questi ultimi cinque anni non si sono viste; circuito concertistico da valorizzare in sinergia con le vicine piazze regionali e venete (per una programmazione intelligente delle serate); riportare la manifestazione Piazza Europa, mercato degli ambulanti che portava migliaia di persone in città; un Mercatino di Natale che faccia davvero richiamo, con la possibile collocazione in Piazza Unità d’Italia.

Anche dal punto di vista motoristico, ad esempio, potremmo davvero fare cose importanti: possibile riavvio della Grande Corsa Trieste Opicina (di velocità in salita), valutare il progetto, elaborato da Valentino Vitrotti, per portare la FORMULA E (prova Mondiale) a Trieste , ed infine una grande asta di auto da collezione in Porto Vecchio a Trieste. Non va tralasciato infine il turismo riferito ai cimiteri monumentali, poiché le caratteristiche di alcune tombe che abbiamo a Trieste, sarebbero di grande attrazione di quel particolare circuito.
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Così come lo dovrà diventare il turismo, fulcro della vita economica è stato, e deve ritornare, il commercio; legato proprio alle potenzialità turistiche di Trieste, questo settore pesantemente falcidiato deve essere al centro di un piano di “salvataggio” vero e proprio di cui la politica non può non farsi carico. Sono centianaia le serrande abbassate in città; la desertificazione dei negozi, oltre a comportare un danno economico al tessuto sociale (migliaia i posti di lavoro persi) comporta problematiche legate alla vivibilità dei rioni ed alla sicurezza degli stessi. Ogni negozio aperto è un presidio reale sul territorio! E finalmente una città anche per i giovani, che possono ritrovare punti di aggregazione cittadina grazie alla bravura ed all’attenzione dei nostri esercenti, che andrebbero ancor più sorretti nel loro impegno di fare impresa e non tartassati con burocratici e cavillosi regolamenti – vedi dehors ad esempio – che spesso danneggiano invece di tutelare.

Ma per un risultato che porti davvero Trieste a vivere anche di turismo si deve programmare e realizzare una serie d’interventi; dalla realizzazione di percorsi storici culturali in centro città alla creazione di un nuovo spazio di balneazione a Barcola, con il necessario allargamento della linea di costa per realizzare la continuazione della Pineta e dalla valorizzazione e la promozione delle peculiarità enogastronomiche giuliane fino alla pressione sul Governo nazionale affinché si giunga alla definizione delle nuove normative sui giochi d’azzardo, facendo diventare Trieste sede di un Casinò, ricordando che a pochi metri dal nostro confine, in Slovenia, ne esistono già a decine.

L’ipotesi del casinò andrebbe intanto sgravata dai pregiudizi popolari su criminalità e pericolo di estorsione di denari dei clienti pensionati; infatti studi approfonditi dimostrano piuttosto la criticità di bingo e nuove sale giochi, che purtroppo anche a Trieste iniziano a proliferare ecessivamente. Gli introiti della casa da gioco potrebbero invece garantire all’amministrazione comunale annualmente molte decine di milioni di euro (dati comparati con quelli di Venezia) che potrebbero essere spesi per le scuole o il sociale o addirittura per azzerare tutte le tasse comunali versate oggi giorno dai Triestini.

Altro motore della nostra area deve ritornare ad essere il Porto; i dati parlano già di una movimentazione che ha portato il nostro scalo ad essere il primo in Italia (clicca per leggere), sotto la Presidenza Monassi, e che si sta confermando tale anche con l’arrivo del nuovo Commissario D’Agostino. Per quanto non di stretta competenza del consigliere comunale, indubbiamente però chi ricopre questo ruolo deve spronare il Sindaco e l’amministrazione a fare sistema con l’Autorità Portuale, con la Provincia e la Regione, per far dello scalo giuliano l’asset principale del rilancio della città. Per il raggiungimento di questo obiettivo devono attivarsi non solo i politici, ma anche gli imprenditori, le categorie sindacali, gli operatori ed i lavoratori: tutti in un’unica direzione, per raggiungere la finalità del progetto.

Portovecchio è una opportunità che, seppur a lungo termine, deve essere pianificata ed avviata con entusiasmo dalla città; certo il sogno di poter trasformare quella zona in un home port per le navi da crociera potrebbe, davvero, far svoltare Trieste verso uno sviluppo economico/occupazionale senza precedenti.

Pare ovvia, ma va ribadita,  la chiara posizione contraria a qualsiasi ipotesi di presenza nel golfo triestino di Rigassificatori, mentre è indispensabile per la tutela della salute pubblica una necessaria chiusura dell’area a caldo della Ferriera di Servola, cancro sanitario dell’intera città. Altresì va rimarcata l’assoluta contrarietà ad eventuali insediamenti di industrie pesanti che, pur dando risposte dal punto di vista occupazionale, non posso essere insendiate nel nostro territorio vista la sua particolare conformazione. Vanno invece riconsiderate, anzi supportate, le possibili realizzazioni di industrie tecnologiche non inquinanti anche in virtù della particolare predisposizione di Trieste verso le nuove tecnologie e la scienza (dal Sincrotrone al Centro di Fisica Abdul Salam).

Trieste è scivolata indietro nella qualità della vita – lo dicono importanti indicatori nazionali – dopo questi anni di amministrazione della sinistra; è necessario ripartire dalla gente, dai problemi reali di ogni giorno, da un’amministrazione del fare e lasciare da parte sterili ideologie che mal si sposano con la realtà del territorio. Esempio lampante è la gestione dei rifiuti a Trieste: la scelta, ideologica, di puntare sulla raccolta dell’umido è stata poco utile al cittadino! Quasi cinque milioni di euro spesi (su 35 totali destinati alla voce Rifiuti), eliminati 900 cassonetti nella città più anziana d’Italia e con caratteristiche morfologiche tali da comportare un disagio al cittadino finale e in più abbiamo una ciità di Trieste molto più sporca…

Una battuta finale sulla formazione dei nostri giovani: riportare il Ricreatorio, istituzione storica locale, ad essere il fiore all’occhiello della città, a servizio del giovane (e non solo come parcheggio doposcuola), rilanciando la sua “laicità” formativa per l’avvio allo sport, alla socializzazione, alla cultura e allo svolgimento di una serie di attività, anche manuali, che non trovano più spazio nella vita di ogni giorno. Ed il ricreatorio potrebbe davvero fungere da collante educativo per una reale integrazione dei giovani stranieri, che regolarmente già risiedono o restano nella nostra città.

Perchè noi possiamo accogliere chi intende integrarsi nella nostra civiltà e seguire le nostre tradizioni! Questa idea rappresenterebbe una svolta epocale ed opposta a quella della sinistra, ma che garantirebbe un futuro diverso anche nei termini di sicurezza ai nuovi prossimi italiani… ma futuri italiani davvero (nell’educazione e tradizioni) e non solo sulla carta!

Per quello che riguarda la sfera scolastica il Comune dovrebbe iniziare a proporre anche offerte diversificate alle famiglie, come ad esempio una sperimentazione della Pedagogia steineriana. Infine il Sostegno reale allo sport; una attività che permette a tanti giovani di stare lontano dalla strada, riprendendo quel percorso di ristrutturazione degli impianti che ha portato Trieste al conseguimento del titolo di Città Europea dello Sport 2011 (Aces) per l’accessibilità alla pratica sportiva.

Ed un Assessorato allo Sport che diventi protagonista di un coordinamento reale delle offerte locali delle varie associazioni e che si affianchi alle grandi squadre che portano lustro e visibilità alla Nostra Trieste…

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